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Perché scegliere gli obiettivi WTS


Una fotocamera Cambo W-RS con un obiettivo Rodenstock Digaron HR montato su piastra Cambo TS per un rapido test sul campo.



Armato di fotocamera Cambo W-RS  e obiettivo Rodenstock 4,0/40 HR Digaron-W, ho montato il mio dorso P65+ e sono uscito alla ricerca di un buon soggetto da fotografare. In questo caso si trattava di una vecchia carrozza ferroviaria. Vediamo direttamente i risultati tralasciando tutta la discussione su come utilizzare il materiale che, sebbene utile, sarebbe troppo lunga; inoltre la maggior parte delle persone che intendono acquistare una fotocamera a banco ottico è già in possesso delle nozioni tecniche di base per utilizzarlo. Chi non lo fosse ancora, dovrebbe almeno capire l’importanza di avere una fotocamera dotata di movimenti di decentramento e basculaggio.

Qui sotto riportiamo lo scatto “normale”, Per realizzarlo la Cambo è in posizione "neutra", ovvero senza movimenti dell’ottica rispetto al piano del sensore.



Il primo problema che notiamo in questa immagine è l’ombra del fotografo, una cosa assolutamente da evitare. Pertanto il primo movimento da fare è alzare oppure piegare all’indietro. Qui ho decentrato di 5mm verso l’alto e questo ha avuto l’effetto di spostare la posizione di scatto di qualche metro più in alto – da notare che la fotocamera non è stata spostata di un millimetro, la sola regolazione è stata il decentramento di 5mm verso l’alto.



Adesso l’ombra è scomparsa e abbiamo più spazio sopra alla carrozza, due fatti positivi. I tre quadrati rossi indicano le porzioni dalle quali ricaverò gli ingrandimenti che sono riporati di seguito. Il primo a sinistra è il "punto vicino” del soggetto, quello al centro è il “punto focale” e quello a destra è il "punto lontano”. Il nostro scopo è ottenere una messa a fuoco accettabile in tutti e tre i punti.

Per prima cosa il "punto focale". Come si può vedere, abbiamo una buona messa a fuoco:



Nel "punto lontano" è evidente la mancanza di messa a fuoco, essendoci spostati dal punto focale:



Infine il "punto vicino". Come si può notare, è a fuoco. Questo perché giace sullo stesso piano dell’area principale di messa a fuoco:



Ora diamo un’occhiata a quello che succede quando aggiungiamo un grado di basculaggio verso la carrozza. (Dopo anni di esperienza di fotografia con fotocamere di grande formato e ottiche decentrabili mi sono fatto un’idea abbastanza precisa dei movimenti che occorrono per risolvere la maggior parte dei problemi, per cui in questo caso sapevo da che parte cominciare). In ogni modo la messa a fuoco è chiaramente migliorata rispetto alla porzione d’immagine precedente, anche se è ancora troppo morbida per i mie gusti:



Adesso vediamo il "punto vicino". Sfortunatamente il nostro basculaggio ha spostato il piano di messa a fuoco di questa zona dell’immagine più vicino alla fotocamera e ora il nostro "punto vicino" è decisamente sfuocato:



E qui entra in gioco la “magia” dei movimenti di inclinazione e basculaggio. Diamo un’occhiata a cosa succede all’immagine quando aggiungiamo un grado di inclinazione in avanti mantenendo un grado di basculaggio.

Per primo il "punto lontano". Sembra proprio nitido:



Ma che dire del nostro "punto vicino"? Ecco che anch’esso è tornato a fuoco, anche se non perfettamente. Secondo me, tutto considerato, è un buon compromesso.



Da notare che ho anche realizzato un set utilizzando 1/2 grado di inclinazione e 1/2 grado di basculaggio. Questa combinazione ha finito col privilegiare il "punto vicino" a spese del "punto lontano", che risulta un po’ più morbido, ottenendo però più o meno lo stesso risultato finale. Ho scelto questa versione perché dava il miglior risultato per tutto il lato della carrozza, che ho voluto come soggetto principale, mantenendolo nitido per tutta la sua lunghezza.
Come nella maggior parte dei casi, ci sono dei compromessi, ed è fisicamente impossibile rendere perfettamente a fuoco tutti i punti di un soggetto tridimensionale su un sensore bidimensionale. Ma almeno con dei movimenti minimi della fotocamera possiamo avvicinarci a quel risultato molto di più che se non li avessimo a disposizione.

Ecco uno scatto del lato inclinato e basculato della Cambo realizzato quando le impostazioni erano di mezzo grado nelle due direzioni:



Uno scatto ravvicinato dell'indicatore del valore di inclinazione nel punto contrassegnato con il valore 1:



Ed ecco il lato decentrabile dell’apparecchio Cambo in cui si può vedere lo spostamento di 5mm verso il basso:



Suggerimento: se scattiamo con una fotocamera tecnica, probabilmente ci servono un esposimetro esterno e un dispositivo di visualizzazione o un mirino ottico. Se siamo sicuri di indovinare l'esposizione usiamo l'istogramma nel dorso per fissarla, ma di solito abbiamo bisogno di andare più vicino per iniziare. Possiamo spendere fino a 500$ per un buon esposimetro a spot, poi impiegare 20 ore per imparare a come utilizzarlo correttamente, e possiamo anche spendere molte altre centinaia di dollari per un buon mirino con maschere per le lunghezze focali dei nostri obiettivi - io ho entrambi. In alternativa possiamo fare come ho fatto io con queste immagini. Portare con noi una piccola fotocamera digitale e usarla sia come esposimetro sia come mirino! In questo caso ho usato la mia GF1. Per il dorso P65+ divido la lunghezza focale dell'ottica per tre, ottenendo la lunghezza focale della GF1 - in questo caso per il 40 occorre un 13mm sulla GF1, così il mio 14-45 dal lato grandangolo era pressoché perfetto. Puntando la GF1 verso il treno con l'obiettivo di lunghezza focale 14mm ero rapidamente in grado di determinare la posizione ideale del treppiede per la fotocamera a banco ottico e la direzione giusta in cui puntarla. Poi c'era l'esposizione. Veramente facile, basta impostare la GF1 su 100 ISO e utilizzare la modalità A con la giusta apertura, più uno stop di correzione per il P65+ che è a 50 ISO e il gioco è fatto. Vale a dire, il primo fotogramma che ho preso con la Cambo era quello con la mia ombra che ho usato all'inizio di questo testo - ero a quella distanza al di là del cancello! Con una DSLR possiamo anche usare il selettore della distanza di messa a fuoco dell'obiettivo per avere un'idea dell'impostazione focale dell'obiettivo da montare sul banco ottico, ma questa è una soluzione complicata. Nel caso sopra ho valutato soltanto la distanza focale desiderata immaginando che il mio punto focale desiderato sul treno fosse di cinque metri. Così ho impostato la ghiera del Digaron su 5 M e ho scattato.

Conclusione: questa fotocamera mi piace molto, moltissimo. È facile e intuitiva nell'uso e relativamente compatta, quindi comoda da trasportare. In più è veloce da montare e regolare. Mi è piaciuto anche l'obiettivo Digaron HR Rodenstock: è sorprendentemente preciso agli angoli del fotogramma del mio dorso P65+, una caratteristica difficilmente riscontrabile in altri obiettivi. Immagino che il 70 sia buono quanto il 40 e il mio trio preferito sarebbe composta da questi due più un 135 montati su piastra TS.